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DURATA: 4 giorni (dal 2 al 5 ottobre 2009)

 

METE E INCONTRI PIU' SUGGESTIVI:

SARAJEVO Visita della città vecchia Bascarsjia
MOKRA GORA Percorso sul trenino storico nella riserva naturale
BELGRADO Incontro con mons. Lingua in Nunziatura
FRUSKA GORA Visita dei monasteri ortodossi
Incontro con le monache di Grgetek
BELGRADO Visita della cattedrale ortodossa e della fortezza turca
       

Il viaggio di studio è stato occasione per presentare il nuovo itinerario Brevivet “L'Oriente dei Balcani e dei monasteri ortodossi” che prevede la visita delle città di Sarajevo, nella Bosnia Erzegovina, di Belgrado e di Novi Sad, in Serbia, dei monasteri ortodossi nel parco nazionale di Fruska Gora. In particolare è su questi ultimi, realtà monastiche riconducibili al periodo storico dell'esilio (XV secolo), che si è voluto puntare grazie all'indicazione della Conferenza Episcopale Italiana. Accanto all'obiettivo di approfondire la conoscenza della Chiesa ortodossa serba si è affiancato quello di conoscere il particolare spirito ecumenico di Sarajevo: da molti definita la “Gerusalemme d'Europa”.

 

Il viaggio di studio è cominciato proprio da questa città della Bornia, in passato punto d'incontro tra Oriente e Occidente, successivamente ricordata per eventi di guerra del secolo scorso come l'attentato all'arciduca Francesco Ferdinando, miccia della Prima Guerra Mondiale, e l'ultimo conflitto nei Balcani degli anni Novanta. Oggi la città si presenta nella sua veste ecumenica per la presenza e convivenza in un unico quartiere ubicato nel centro storico di una chiesa ortodossa, di moschee, della cattedrale cattolica e della sinagoga ebraica.

 

Il secondo giorno, durante il lungo spostamento da Sarajevo a Belgrado, l'itinerario ha assunto una veste naturalistica nell'attraversamento in treno storico della bella riserva naturale di Mokra Gora, già scelta dal regista Kusturica per ambientare alcuni tra i suoi più celebri film, oggi considerata patrimonio paesistico della Serbia e dei Balcani. Durante il viaggio sono state fatte inoltre soste a Visegrad dove si trova il famoso ponte sul fiume Drina, fonte di ispirazione per l'omonimo capolavoro del premio Nobel Ivo Andric; al monastero ortodosso di Dobrun immerso nella solitudine e nel silenzio dei boschi.

 

Dopo una serata nella celebre via ottocentesca di Belgrado, da sempre meta di poeti e di artisti, la terza giornata ha avuto inizio con l'incontro in Nunziatura con mons. Lingua: occasione questa per conoscere la realtà della chiesa cattolica locale e la situazione molto positiva del dialogo interconfessionale. La mattinata è continuata nel parco nazionale di Fruska Gora, a pochi chilometri dalla capitale, con la visita dei monasteri di Krusedol e di Novo Hopovo. Il complesso di edifici, adibiti ad abitazione di monaci e monache, attornia la struttura più antica e originaria della chiesa, per entrambi i monasteri interamente affrescata e ricca nell'iconostasi e nelle suppellettili ad uso liturgico. Di particolare interesse è stato poi l'incontro con la comunità monastica locale di Grgetek che ha rappresentato l'occasione di approfondimento e di conoscenza della Chiesa ortodossa serba e della vita monastica. È stata condivisa l'esperienza di una monaca che ha raccontato di una vita di preghiera, di lavoro, di condivisione con tutti, di meditazione e di silenzio; come saluto finale la promessa che avrebbero pregato per il gruppo la Beata Vergine nell'immagine miracolosa custodita nel monastero.

 

A conclusione dell'itinerario, nel mattino del quarto giorno è stata visitata la città di Belgrado con il tempio di San Sava, ancora in costruzione ma già imponente nelle dimensioni e prezioso nelle decorazioni, la grande fortezza turca, occasione per una passeggiata tra il parco e gli eleganti giardini che danno su una vista panoramica della città, la cattedrale sede del Patriarcato Ortodosso della Serbia, l'area pedonale attorniata da architetture dalla tipologia mitteleuropea.

 

Unanime la soddisfazione, comunicata l'ultima sera nella cena sul fiume Danubio, per avere vissuto una esperienza unica e insolita in una meta nuova e di grande pregio storico-artistico, culturale e religioso.

 
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s.f. 2009