Gli scorsi accadimenti nella striscia di Gaza, la successiva tregua tra Israele e Hamas e l'imminente visita del Papa hanno motivato un viaggio di studio in questa terra. L'itinerario scelto è il frutto dell'unione di tre viaggi presenti nel catalogo Brevivet: il pellegrinaggio “classico” in Terra Santa e il “ritorno”, la proposta turistica del pacchetto “l'altro” in Israele. Il gruppo ha accolto con interesse il programma, soprattutto nel suo alternarsi ad incontri con le cosiddette “pietre vive”: comunità locali, autorità religiose e politiche presenti e operanti in Israele.
Durante l'incontro presso il monastero del Carmelo, suor Maria Giuseppina ha sottolineato, quale intenzione principale del loro pregare, che “le chiese separate giungano alla piena unione e Israele alla pienezza della sua vocazione di popolo eletto. Vogliamo essere segno di comunione in questa terra e sentiamo molta simpatia verso il popolo ebraico con il quale abbiamo grande dialogo e dal quale riceviamo attestati di stima e simpatia”.
Interessanti le visite al tunnel crociato di Acri, che dal caravanserraglio conduce al mare, e all'imponente sito di Sefforis, città più importante della Galilea prima di Tiberiade e vicinissima a Nazareth, che, presentandosi come un grande cantiere ai tempi di gesù, non è da escludersi abbia dato lavoro a San Giuseppe e quindi fosse stata anche meta più o meno abituale dello stesso Gesù. Secondo recenti teorie la formazione di Gesù e la sua conoscenza lessicale non si potrebbe rifare solo all'ambiente del piccolo e modesto villaggio di Nazareth e quindi rimanderebbe direttamente a Sefforis.
Di interesse naturalistico ma non solo è stata invece l'escursione nell'oasi di En Geddi, la cui sorgente di acqua dolce permette ancora oggi la vita a numerosi tipi di piante e a differenti specie animali in un'area desertica e depressionaria quale quella del mar Morto e del deserto di Giuda.
L'incontro di membri accreditati della stampa e di una delegazione Brevivet con il Direttore Generale del Ministero del Turismo è stato occasione per la consegna di un attestato di merito a Giovanni Sesana come segno di ringraziamento per 40 anni di pellegrinaggi in Israele. Ringraziamenti a Brevivet sono giunti anche dal Patriarca di Gerusalemme Fouad Twal per l'aiuto economico, frutto della generosità dei pellegrini, per le scuole cattoliche presenti in Terra Santa.
Il settimo giorno si è dismessa la veste del pellegrinaggio per assumerne una istituzionale in segno di omaggio al popolo israeliano, nella visita degli scavi del Tempio con il Muro della preghiera e commemorazione della Shoah allo Yad Va Shem, e al popolo palestinese, con l'ingresso a Ramallah e la sosta presso il mausoleo di Arafat. “Non si è trattato di un semplice peregrinare ad una meta” ha affermato un giornalista partecipante “ma di un chiaro intento di volere attribuire a questi popoli il rispetto e l'importanza che chiedono alla comunità internazionale”.
“Il pellegrinaggio, (…) se ci si affida all'esperienza di Brevivet, (…) non vive nessuna sensazione di rischio e di pericolo” scrive Nicola Migliorati “tutto viene vissuto in tranquillità ed al pellegrino resta l'unica preoccupazione di aprire occhi, mente, cuore”
(da “Giornale di Brescia”, 02/04/09). |